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1996. La relazione speciale tra Stati Uniti e Inghilterra, individuata e auspicata da Churchill, vive un momento d’oro con Clinton e Blair, entrambi di centrosinistra, entrambi mossi da una reale volontà di cambiare le cose e da una visione comune. L’uomo più potente del mondo prende il primo ministro britannico sotto la propria ala, inaugurando un idillio non solo diplomatico ma soprattutto personale e amicale, che scricchiola sotto il peso dello scandalo Lewinsky e tramonta definitivamente, poco dopo, alle prese con la strategia bellica da adottare in Kosovo..

Privo di qualsiasi riferimento al passato (con i Goblin), La terza madre eccelle nel dosare a regola d’arte tutti gli ingredienti che provocano la paura, che siano sussurri inquietanti, formule magiche, improvvisi silenzi o stridii strumentali. D’altronde un maestro dell’horror come Simonetti, al fianco del pi grande maestro dell’horror Argento (sono tredici i film che li vedono lavorare insieme), non poteva sbagliare. Non sbaglia a chiamare il leader dei Cradle of Filth, Dani Filth, a cantare “Mater Lacrimarum”, n ad affidare l’esecuzione del brano ai suoi Daemonia, chiudendo l’album con un tocco heavy metal.Un’attrazione fatale, quella che lega Claudio Simonetti al cinema (dell’orrore).

Nel 2003 si presta ad un cameo nel film di Richard Curtis Love Actually, veste ancora una volta i panni di un pastore protestante con problemi familiari ne La famiglia omicidi (2006) di Niall Johnson e ritorna a essere Mr. Bean nella commedia Mr. Bean’s Holiday (2007).

“Da ragazza ero ossessionata dal look delle attrici dei film che vedeva mia madre e desideravo essere misteriosa, unica e speciale come loro. Così ho cominciato a fare esperimenti su me stessa e, dopo vari tentativi, sono arrivata a essere Dita”. Inizia così la mirabile trasformazione di Heather Renée Sweet, ragazza di umili natali del Michigan, in Dita Von Teese, icona dallo stile vintage e sofisticato, regina indiscussa del burlesque e del softcore fetish, musa per stilisti come Jean Paul Gaultier e donna fra le più desiderate dall’universo maschile.

Tornata in patria è da segnalare la sua entrata in un genere più leggero come la commedia di Lo Wei Chuo tou zhuang yuan (1974), seguito dal più movimentato Lung moon bei chi (1976) di Joseph Kong, sempre accanto all’inossidabile Lee. Il cambio di partner arriva nel 1976, quando Lo Wei la affianca a Jackie Chan ne Il ritorno di Palma d’Acciaio, cui seguirà She hao ba bu (1978), per la regia di Chen Chi Hwa, sempre con Chan.Il suo ultimo film risale al 1981, si tratta del fantasy Hu hwa ling di Li Pao Hsueh; poi si ritirerà nell’isola di Hong Kong, dedicando il resto della sua vita ai finanziamenti cinematografica, fondando con il fratello Ricky Chan una casa di produzione. Ogni tanto apparirà in qualche serie televisiva come Nora Miao Showcase o The Bastard Swordsman, trasferendosi successivamente a Toronto dove come conduttrice radiofonica in un programma culinario..

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