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Claudio Bisio è un uomo che ama l’esistenza (non soffre della sindrome del pagliaccio triste, grazie a Dio). Gli piace la libertà, quella di tutti, quella per la quale da ragazzo aveva scelto di difendere nelle contestazioni del ’68 e alla quale ancora oggi rende omaggio.La vita di Claudio Bisio comincia già con il piede sbagliato, per difficoltà nel parto, nasce con il cordone ombelicale attorno al collo che rischia di strangolarlo (motivo che lo spingerà a non usare cravatte né colletti abbottonati, come ammette ironicamente lui stesso). Trascorre i primi mesi di vita nel paese piemontese di Novi Ligure, poi la sua famiglia si trasferisce a Milano dove, con l’arrivo del ’68 e delle contestazioni giovanili, lascia lo studio in arti figurative per dedicarsi alla politica.

L’album si apre quindi con l’inequivocabile voce della star sudamericana che interpreta con sofferta partecipazione l’amore tra i due personaggi letterari (e cinematografici), separati dal crudele destino. Antonio Pinto dona gli stessi toni emotivi allo score ma senza strafare, senza cedere alla tentazione della drammatizzazione, dimostrando ancora una volta dopo le encomiabili prove di City of God e Lord of War il suo talento nel creare il perfetto connubio tra musica e visivo. Il compositore brasiliano, che per la prima volta si trova a lavorare con la London Metropolitan Orchestra (condotta dall’amico Ed Cortes), ricrea le ambientazioni del film attraverso una fornitissima sezione d’archi dodici violini primi, dodici secondi, sei viole, otto violoncelli e quattro doppi bassi e una minore sezione di fiati alle quali si aggiunge il contributo di musicisti sudamericani alle percussioni e altri strumenti etnici.

La carica esplosiva incisa negli entusiasmanti volteggi del dolce Billy Elliot è valsa a Jamie Bell una miriade di riconoscimenti, tra cui il BAFTA Film Award: da quel giorno, siamo diventati tutti pazzi di lui.La sua appassionate storia ha inizio a Billingham, in Inghilterra, quando viene alla luce da Eileen e John: il piccolo non ha mai conosciuto il padre, poiché se ne è andato prima che nascesse. Cresce in una famiglia di ballerini: la nonna, la madre, la zia e sua sorella Cathryn esercitano questa professione da sempre.In principio, il ragazzino entra in una squadra di hockey sul ghiaccio ma, non appena si accorge dell’eccessiva violenza che si scatena nel corso delle partite, decide di abbandonare lo sport.Cosi, ogni giorno dopo la scuola, accompagna Cathryn a lezione di danza, rimanendo sulla soglia ad osservarla, mentre ella si muove con leggiadria. Sedotto da quella armoniosa disciplina, il bambino, di soli sei anni, sceglie di varcare la porta dell’aula e, dunque, di imparare a ballare.Prende lezioni in sordina, in modo tale da non venire scoperto dai compagni di classe che, altrimenti, lo deriderebbero.

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