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Dimostra fin da giovanissima il suo eccezionale talento drammatico, soprattutto a teatro: all’inizio nelle sale Off Broadway (con spettacoli di alto spessore letterario come le commedie del drammaturgo greco Aristofane) e poi in diversi sceneggiati televisivi (il più importante è Somerset, andato in onda dal ’70 al ’76). La bella attrice, dal fisico statuario e sempre perfettamente tonico, decide di cambiare il suo nome e nel farlo si ispira ad un personaggio del film di Elliott Nugent Il grande Gatsby (1949), tratto dall’omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald.Il grande successo al cinemaLineamenti irregolari, fisico longilineo e grinta interpretativa, esordisce con un piccolo ruolo in Io e Annie (1977) di Woody Allen e trova il grande successo due anni dopo interpretando il tenente Ripley in Alien (prima donna nella storia del cinema ad essere protagonista assoluta di un film di fantascienza) di Ridley Scott.Consolida la sua fama con Uno scomodo testimone (1981) di Peter Yates e Un anno vissuto pericolosamente (1982) di Peter Weir. Attrice poliedrica, mostra di essere a suo agio anche con la commedia in Ghostbusters Acchiappafantasmi (1984) di Ivan Reitman; torna poi ad interpretare Ripley in Aliens Scontro finale di James Cameron (ruolo straordinario che la renderà famosa in tutto il mondo, ricoprendolo per tutta la durata della saga con Alien 3 di David Fincher e Alien La clonazione di Jean Pierre Jeunet) e brilla nel divertente Una donna in carriera (1988) di Mike Nichols.Negli anni Novanta recita ancora per Reitman in Dave Presidente per un giorno ed è memorabile in La morte e la fanciulla (1994) di Roman Polanski, nei panni di una donna che, a quindici anni dalle torture subite durante la dittatura, crede di ritrovare e processa il suo carnefice.

About this Item: SIMON SCHUSTER, United States, 2010. Paperback. Condition: New. Bookwalter, James E. Bovard, Eli M. Burton, A. Il film “I due volti di gennaio” ha diviso la critica. Valerio Caprara, sul Mattino, ha scritto: “I due volti di gennaio, adattamento di un romanzo della specialista in thriller Highsmith, segna l’esordio dello sceneggiatore Amini (Drive) e si rivela un dignitoso prodotto d’intrattenimento che si rivolge a un’ampia, ma non brada fascia di pubblico Gradevole, moderatamente esotico e con il bonus della presenza sempre rilevante del divo old style Mortensen”. Invece Francesco Alò, sul Messaggero, ha commentato: “Le atmosfere esistenzialiste della Highsmith ci sono tutte ma il libro è infinitamente più sofisticato e interessante di un film dove Viggo Mortensen non riesce più, ormai, a incarnare qualcosa che non sia nobile e cristallino come il suo celebre Aragorn de ‘Il Signore degli Anelli’.

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